double face

Ci sono due vecchi. Uno è supportato da alcool ma la verità è che non è elemento indispensabile. La costante è lo sguardo verso l'esterno. Dall'interno. Sono perfettamente paralleli.
Cappellino il primo, giubbottino l'altro.
Per il secondo la stasi finisce a breve. Chi lo aveva portato nel bar se lo riprende dopo una veloce telefonata.
Il primo sembra assorto ma in verità ogni volta che mi giro a guardarlo ruota lievemente un occhio azzurro verso di me. Sarebbe impercettibile se io non percepissi sempre tutti i movimenti.
Mañana vendré.
La cameriera ha evidentemente finito il turno e saluta il gestore. Siamo stranieri in una terra che non si mostra per niente straniera.
Finisco la birra, sorrido al tipo del bar, ascolto un buenaaaaas di qualcuno che è appena arrivato e sorridendo mi congedo dalla cameriera entrante.
Sulla via del ritorno, come sempre, la scoperta di zone sconosciute culmina in un quesito che da subito comincia a galleggiare, a fermentare, sospettoso e gravido. Ci sarà un modo di tornare indietro continuando ad andare avanti? Una piccola traversa seminascosta risponde alla domanda non molto tempo dopo. E siamo ancora fuor di metafora.

Sezione: 
Catemera